La strategia per combattere la cellulite
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Per le donne il cruccio maggiore è senza dubbio la pelle "a buccia di arancia", la cellulite, una situazione che può presentarsi insieme al sovrappeso ma che nella sua identità non è un semplice accumulo di grasso. Importante quindi chiarire che la cellulite (più propriamente detta dermo-ipodermo-panniculopatia a componente edemato-fibro-sclerotica), non è un accumulo di grasso, ma un ristagno di liquidi e scorie metaboliche: una sorta d'infiammazione cronica del sottocutaneo con un ispessimento delle fibre connettive e perdita di elasticità dei tessuti.. E' caratterizzata da un'alterazione della cute che, soprattutto se compressa, evidenzia delle rugosità con piccoli noduli sferici, per questo viene appunto detta a "buccia d'arancia". Solitamente viene definita Dura o Solida e Compatta (tipica di soggetti giovani e tonici), con masse dure e poco mobili, aderenti ai tessuti sottostanti. Dà una spiacevole senso di fastidiosa pesantezza ma difficilmente provoca dolorosità continua. Si localizza primariamente sui glutei, le cosce e nella parte interna del ginocchio. E' poi identificabile la cellulite Molle o flaccida che rappresenta solitamente un'evoluzione di quella dura e si manifesta più frequentemente intorno ai 35 anni. In questa configurazione la cellulite cambia la sua forma secondo le posizioni assunte dal corpo. Al tatto si riconoscono, sotto allo stato più molle, dei noduli. Si estende su quasi tutta la superficie degli arti, anche su quelli superiori. L'ultima forma è detta Edematosa ed è un ulteriore stadio della molle. Rispetto a quest'ultima è più carica d'acqua, oltre che sugli arti si espande tutto intorno alla zona del bacino. E' spesso accompagnata da un aggravamento della situazione circolatoria con creazione di varici.
A monte dell'instaurarsi del fenomeno cellulite nella sua forma più evidente c'è un processo degenerativo che parte da un primo stadio che è quello della stasi venoso linfatica (la cute comincia a gonfiarsi con vasi che si dilatano); segue subito dopo la fase essudativa dove alla pressione della parte si registra dolore (la vasodilatazione si accentua). La prima vera fase che si può definire cellulitica è detta fibroplastica in cui si crea un fitto reticolo di fibre connettive che danno origine ai noduli.
L'ultimo stadio è la fase sclerotica cicatriziale con tutte le caratteristiche edematiche e fibrose della cellulite "matura".
Possiamo quindi dire che ci sono sempre tutta una serie di segnali che sono sintomatici dell'inizio del processo degenerativo che porterà poi alla cellulite: per questo è importantissima la prevenzione sui soggetti giovani e con predisposizione. Per capire meglio quali possono essere le strategie per combattere questo inestetismo, tipicamente femminile, occorre identificare le cause principali che ne favoriscono l'insorgere.
La cellulite è quasi sempre legata a situazioni di cattiva alimentazione, stress, mancanza di circolazione, alterato equilibrio ormonale, scarso apporto di acqua, eccessi di sodio, stati tossici da farmaci o altri fattori, abiti stretti, calzature con tacchi alti, mancanza di movimento, stitichezza, fumo e alcool, problematiche epatiche e renali.
Riteniamo comunque che il problema principale, accanto all'alterazione del microcircolo, sia di derivazione endocrina, oltre che un problema costituzionale.
Inoltre un ruolo fondamentale giocano gli squilibri legati agli ormoni femminili (progesterone, estradiolo, prolattina) e al susseguirsi di oscillazioni soprattutto di adrenalina, cortisolo, insulina. Per questo motivo le pillole anticoncezionali di vecchia generazione (non le moderne trifasiche o a basso dosaggio) predisponevano all'insorgere del fenomeno. Per il medesimo motivo ormonale l'alternarsi del mestruo crea situazioni favorevoli all'instaurarsi di questa patologia (solitamente nel periodo premestruale si nota un aumento dell'edema). La soluzione a questo problema va affrontata con azioni mirate ad ogni specifica situazione: ancora prima d'intraprendere terapie di supporto (come laser, mesoterapia, massaggi ecc.) è fondamentale agire sulle cause scatenanti. La migliore diagnosi è la termografia, che è in grado di rilevare con una scala di valori oggettivi l'irrorazione sanguigna delle zone da valutare (solitamente più "vecchia" è la cellulite più difficile è debellarla ).
Sicuramente la prima cosa da fare, sia nella prevenzione che nella cura, è cercare di limitare le cause scatenanti: appare lampante come una circolazione difettosa - in parte dovuta a predisposizione ereditaria - in molti casi sia correlata al tipo di lavoro svolto (molte ore passate in piedi o sedute) che porta ad un ristagno venoso. E' quindi opportuno ricorrere ad una mirata e corretta attività fisica, svolta sui moderni macchinari cardiofitness, magari con metodiche di allenamento che favoriscono il drenaggio e la circolazione (circuit training) Dal punto di vista nutrizionale è importante aumentare considerevolmente l'apporto idrico, integrare con fibre (frutta, verdura, cibi integrali), limitare l'apporto di sodio e tutti i cibi, come conservati ed insaccati, che ne contengono grandi quantitativi. La scelta dei cibi deve essere orientata a limitare i grassi saturi mentre sono indicati i poli e i monoinsaturi, soprattutto gli EFA che sono di primaria importanza. Occorre privilegiare tutti gli alimenti a basso indice glicemico (eliminare dolci e zucchero raffinato) e limitare le bevande nervine (the e caffè).
In linea generale occorre cambiare lo stile di vita eliminando la possibilità di accumulare anche tossine da stress. Molto utile l'uso d'integratori come drenanti e favorenti il tono della parete capillare agendo anche sul piano della attività antiossidante (contro le tossine e radicali liberi) favorendo la permeabilità delle membrane cellulari e l'elasticità dei tessuti. Inutili e spesso controproducenti farmaci diuretici e lassativi.
Le terapie di supporto accennate nell'articolo si dividono in :

TERAPIE MEDICHE:

Mesoterapia (pluriniezioni cutanee di miscele di farmaci)

Laser (laser a basso impatto localizzato sulla zona)

Ozonoterapia (iniezioni locali di ozono)

Liposuzione/liposcultura (interventi chirurgici con asportazione di cellule adipocitiche)

Elettrolipolisi (impulsi elettrici sotto cute trasmessi tramite aghi)

Crioterapia (somministrazione locale di farmaci tramite un elettrodo contenente soluzione ghiacciata di principi attivi

TERAPIE ESTETICHE

Pressoterapia (gambali pneumatici che alternano la pressione per un potente massaggio)

Linfodrenaggio (massaggio manuale seguendo i principi del massaggio connettivale e dei linfonodi)

Elettrostimolazione (impulsi elettrici superficiali con frequenze di 70 Hz e contrazioni da 5")

Creme (stimolazione cutanea manuale per la penetrazione del principio attivo della crema

METODICHE ALLENANTI

Cardiofitness (allenamento su macchine a controllo elettronico per dosare l'intesità)

Circuit training (allenamento continuativo alternando macchine cardio ed esercizi pesi e corpo libero)

Tonificazione muscolare (macchine e pesi per accentuare la pompa muscolare di ritorno venoso)
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